3 febbraio 2017 – primo venerdì del mese

O Gesù Eucarestia, Tu sei vivo e presente in mezzo a noi col tuo amore misericordioso.
Ti affidiamo questi momenti di adorazione per lodarti e gioire della tua vicinanza e per chiederti perdono delle nostre mancanze e per riparare le offese di coloro che non corrispondono al tuo cuore e continuano ad offenderti con la loro ingratitudine.
Donaci di compiere la Tua Parola di vita, per imparare a fare del Vangelo il criterio che guida le scelte e gli orientamenti della nostra vita di tutti i giorni. Amen.

Intenzione Universale:
“Per quanti sono nella prova, soprattutto i poveri, i profughi e gli emarginati, perché trovino accoglienza e conforto nelle nostre comunità.”

Ascolto della Parola di Dio:
Quando un forestiero dimorerà presso di voi nella vostra terra, non lo opprimerete. Il forestiero dimorante fra voi lo tratterete come colui che è nato fra voi; tu l’amerai come te stesso, perché anche voi siete stati forestieri in terra d’Egitto. Io sono il Signore, vostro Dio. (Lv 19, 33-34)

Per riflettere:
Abbiamo altre volte riflettuto sul problema delle migrazioni di massa e sulle varie forme di povertà del nostro tempo, a cui si è aggiunta ultimamente la grande tragedia che in questi giorni si sta consumando nel centro Italia. Sappiamo anche che alla solidarietà e all’accoglienza si contrappongo il rifiuto, la discriminazione, la strumentalizzazione politica. Soprattutto, dice Papa Francesco, è l’indifferenza la grande malattia del nostro tempo. Un virus che paralizza, rende inerti ed insensibili. Ma Dio prende sempre la difesa dei poveri, dei perseguitati, degli emarginati e ci invita a fare lo stesso. Davanti ad ogni forma di povertà l’atteggiamento del cristiano deve essere quello dell’umiltà. Se in ogni persona piccola e bisognosa, come ci ha detto Gesù, cercassimo di vedere Gesù stesso, il nostro modo di agire verso i poveri sarebbe sempre amorevole. Dio ci insegna l’accoglienza, accogliendoci a Sua volta, sempre.

Fa, Signore, che il nostro comportamento verso i bisognosi
sia come quello del buon samaritano del Vangelo,
che si è preso cura del suo prossimo
con umiltà, dedizione e gratuità.

Meditazione personale silenziosa:

Deuteronomio 15, 7-11

Se vi sarà in mezzo a te qualche tuo fratello
che sia bisognoso in una delle tue città nella terra che il Signore, tuo Dio, ti dà,
non indurirai il tuo cuore e non chiuderai la mano davanti al tuo fratello bisognoso,
ma gli aprirai la mano e gli presterai quanto occorre alla necessità in cui si trova.
Bada bene che non ti entri in cuore questo pensiero iniquo:
“È vicino il settimo anno, l’anno della remissione”;
e il tuo occhio sia cattivo verso il tuo fratello bisognoso e tu non gli dia nulla:
egli griderebbe al Signore contro di te e un peccato sarebbe su di te.
Dagli generosamente e, mentre gli doni, il tuo cuore non si rattristi.
Proprio per questo, infatti, il Signore, tuo Dio, ti benedirà in ogni lavoro e in ogni cosa a cui avrai messo mano. Poiché i bisognosi non mancheranno mai nella terra, allora io ti do questo comando e ti dico:
“Apri generosamente la mano al tuo fratello povero e bisognoso nella tua terra”.

Intenzione dei Vescovi:
“Perché i laici, formati all’insegnamento del Vangelo e del Magistero, sappiano mettersi al servizio della società.”

Ascolto della Parola di Dio:
Perché questa è la volontà di Dio: che, operando il bene, voi chiudiate la bocca all’ignoranza degli stolti, come uomini liberi, servendovi della libertà non come di un velo per coprire la malizia, ma come servi di Dio. Onorate tutti, amate i vostri fratelli, temete Dio, onorate il re. (1Pt 2,15-17)

Per riflettere:
Il sinodo dei Vescovi di qualche anno fa riserva grande attenzione al tema della vocazione e della missione dei laici nella Chiesa e nel mondo. E il riferimento biblico che efficacemente indica il compito affidato ai credenti dal Signore stesso è la parabola dei vignaioli (Mt, 20): “IO sono la vite e voi i tralci”, dice Gesù mandando i Suoi operai a lavorare nella vigna, rendendoli parte stessa della vigna. Come Madre Speranza dice, riferendosi alla parabola: “Dio premia secondo i meriti, ricompensando gli operai che hanno lavorato con zelo per la “Sua casa”. Quando il laico credente intraprende la missione nella società deve essere consapevole che non esiste separazione tra la fede e la vita. Ogni azione del vivere quotidiano deve compiersi alla luce della dimensione di fede. Il servizio cristiano scaturisce dall’amore genuino per il Signore e dall’amore per i fratelli. Ogni persona è oggetto dell’infinita tenerezza di Dio e quindi degna della nostra dedizione. È bello essere popolo di Dio, operai fedeli della “Sua vigna”! Acquistiamo pienezza quando rompiamo muri e il nostro cuore si riempie di volti e di nomi.

Signore, fa che la Tua Chiesa diventi una casa per molti,
una madre per tutti i popoli e renda possibile la nascita di un mondo nuovo.
È Cristo Risorto che ci dice, con una potenza
che ci riempie di immensa fiducia e ferma speranza:
“Io faccio nuove tutte le cose”. Amen.